Pensione di Anzianità Dipendenti Pubblici

Pensione di Anzianità Dipendenti Pubblici
I requisiti per i dipendenti pubblici per la pensione di anzianità variano, a secondo dell’anno, ma sono da tenere in mente la quota 96 fino alla fine del 2012 e quota 97 dal 2013. Indifferentemente dall’età anagrafica, essi possono andare in pensione, se hanno maturato 40 anni di contributi.

Il sistema previdenziale in Italia è stato sottoposto negli ultimi anni a una serie di riforme, che hanno mirato a conseguire un rafforzamento della situazione economica delle casse previdenziali, in quanto si sono resi e si rendono tutt’ora aggiustamenti, per salvaguardare l’equilibrio dei conti pensionistici.

Anche la pensione di anzianità ha subito modifiche. Essa consiste nella possibilità di andare in quiescenza, prima dell’età anagrafica prevista dalla legge, che per i dipendenti pubblici è di 65 anni per gli uomini e di 61 anni per le donne (a partire dall’1 gennaio 201o, fino al 31 dicembre del 2011; dall’1 gennaio 2012, anche le donne del pubblico impiego potranno andare in pensione solo al raggiungimento dei 65 anni di età).

I requisiti per la maturazione del diritto alla pensione di anzianità sono stati modificati e non si escludono ulteriori novità.
Essi prevedono un misto tra anni di contributi versati e di età anagrafica, ma indifferentemente dall’età anagrafica si può andare in pensione se si hanno almeno 40 anni di contributi.

Venendo, invece, al mix tra requisiti contributi e anagrafici, la situazione è la seguente: a partire dall’1 gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2012, si può andare in pensione in anticipo sull’età anagrafica prevista dalla pensione di vecchiaia, se si hanno almeno 60 anni di età e 36 anni di contributi o, in alternativa, 61 anni di età e 35 anni di contributi. In sostanza, la somma tra età e contributi deve fare 96 (quota 96).

A partire dall’1 gennaio del 2013, invece, la quota sale di un anno, per cui si può richiedere la pensione di anzianità con almeno 61 anni di età e 36 anni di contributi maturati, o con 62 anni di età e almeno 35 anni di contributi maturati (quota 97).

Attenzione, poi, al discorso delle finestre mobili, ossia del momento effettivo, in cui si riceverà la pensione. Il primo assegno sarà riscosso solo il tredicesimo mese successivo alla maturazione del requisito. Per i lavoratori della scuola, è prevista una sola finestra all’anno, per il mese di settembre.