Calcolo Mutuo Dipendenti

Calcolo Mutuo Dipendenti
I lavoratori dipendenti possono più agevolmente di altre categorie accedere ai mutui a tasso fisso o variabile. I dati a cui guardare, per il calcolo dell’onere del finanziamento, sono il TAN e il TAEG. Agevolati i mutui Inpdap, per i dipendenti pubblici.

I lavoratori dipendenti possono più agevolmente di altri accedere a un contratto di mutuo, per lo più immobiliare, dato che raramente vengono concessi mutui liquidità ai normali lavoratori, se non per livelli alti di reddito.

Essendo chiaramente il mutuo un contratto a titolo oneroso, è necessario, prima di stipulare l’accordo, capire quali siano i costi di questo tipo di finanziamento, anche per evitare brutte sorprese.

Il costo di un mutuo è, infatti, mediamente molto più alto di un finanziamento ordinario, ma non tanto per i tassi, quanto per le altre spese, come quelle notarili o di perizia tecnica, che nelle altre tipologie di prestiti o non esistono o sono più contenuti.

Ciò è legato al fatto che il mutuo, in genere, viene concesso per finanziare l’acquisto di un immobile, su di cui insiste la garanzia ipotecaria e, pertanto, è fondamentale verificare le condizioni tecnico-economiche dell’immobile stesso.

Il calcolo della rata di un mutuo, di fatto, è uguale a quella di qualsiasi altro finanziamento, ad eccezione di quello a tasso variabile.
Le rate del mutuo a tasso fisso è possibile determinarle con la consueta analisi dei tassi TAN e TAEG, che indicano rispettivamente gli interessi in percentuale e su base annua e tutti i costi (interessi, inclusi), sempre su base annua percentuale.

A parità di TAN, è da preferirsi il mutuo con il TAEG più basso, ma è importante anche verificare se il contratto preveda sanzioni e in che misura per il caso di ritardato pagamento di una rata e se sono previste penali (massimo consentito dell’1%), nel caso di estinzione anticipata.

Nel caso di mutuo a tasso variabile, ciò che bisogna guardare è quale sia lo spread applicato all’Euribor a sei mesi, che è il tasso di riferimento per i mutui dell’Eurozona.

A tale proposito, a partire dalla terza rata semestrale, l’Inpdap prevede l’applicazione di un differenziale dell’1% o 100 punti base.